1 1 1 1 "I Tesori dal Naufragio Incredibile": Palazzo Grassi e Punta della Dogana celebrano Damien Hirst Il mondo di Atlantide, mostri che emergono dal mare, le avventure del Capitano Nemo. Emozioni del profondo del mare, o comunque nel profondo, anche della psiche, sensazioni di alienazione e disagio. Palazzo Grassi e Punta della Dogana proveranno ad interpretare tutto questo con un grande artista contemporaneo, l'inglese Damien Hirst, classe 1965, uno dei protagonisti, alla fine del secolo scorso, di un nuovo ciclo dell'arte contemporanea che rimarrà nella storia, e che farà di Hirst uno degli artisti più quotati al mondo, sancito dalla mostra Sensation alla Royal Academy di Londra nel 1997. Damien Hirst aveva fatto scalpore in un contesto in cui gli Young British Artists (YBA's) protagonisti dell'evento, miravano a scandalizzare, a provocare, ad istigare il disgusto attraverso le loro opere usando animali sezionati e preservati in formaldeide o parti del loro stesso corpo come espressione artistica. Damien Hirst fu così consacrato come il nuovo dio nell'Olimpo dell'arte contemporanea e sicuramente per un decennio l'assoluto protagonista del mercato mondiale, con opere vendute per decine di milioni di euro. Quando Hirst decise di vendere le sue opere tramite Sotheby's compì il suo primo faux pas; i canali commerciali tradizionali interni al mondo dell'arte contemporanea non gradirono la scelta dell'artista e, in parte e misura diversa, gli entusiasmi iniziarono a placarsi. Con essi anche l'ispirazione dell'artista.

La Fondazione Pinault metterà a disposizione tutte e due le proprie sedi veneziane: Palazzo Grassi e Punta della Dogana che, dal 9 aprile prossimo - un mese prima dell'apertura della biennale - ospiteranno ben 250 pezzi di varie dimensioni (con annesso simbolico cartellino del prezzo) tra i quali una Testa di Medusa in malachite da 4 milioni di dollari e un oggetto in giada da 400mila, che offriranno a tutto tondo una prospettiva unica e definita nel lavoro di Hirst. La mostra è curata da Elena Geuna, già curatrice di quelle dedicate in passato a Rudolf Stingel (2013) e Sigmar Polke (2016) tenutesi a Palazzo Grassi.

Già a partire dal titolo dell'esposizione "I tesori dal Naufragio dell'Incredibile" Hirst trasferirà il visitatore in un vero e proprio viaggio "subacqueo" e non solo, con l'obiettivo di raccontare dieci anni di attività a partire dalle vicende (e opere) più controverse, come appunto i famosi squali finiti in formaldeide e messi in vetrina. Una mostra veneziana che giunge in un periodo, come accennato sopra, non proprio di grande ispirazione dell'artistia britannico che, a Venezia, accetta una sfida audace e di rilancio a livello mondiale.

La mostra che aprirà a Palazzo Grassi e Punta della Dogana fa parte di un ciclo di esposizioni monografiche che punta a valorizzare i singoli artisti contemporanei. E sarà una gran bella avventura soprattutto nella concomitanza con le proposte che giungeranno dalla Biennale d'Arte. 

E ancora una volta Venezia è capitale dell'arte contemporanea di alto profilo.
 

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