1 1 1 1 Il Cristo "parlante" a San Francesco della Vigna Un Cristo Quattrocentesco "parlante" in croce riemerge dalla chiesa di San Francesco della Vigna. La magnifica scultura lignea, in precarie condizioni di conservazione, era rimasta appesa da tempo immemore su un muro dell'atrio del secondo piano dove sono le celle dei frati francescani del convento adiacente alla chiesa, accanto alla biblioteca.
Fino a quando di recente è stata di fatto riscoperta da alcuni studiosi che ne hanno compreso l'eccezionale importanza, dando anche il via libera alla complessa e delicata operazione di restauro, che sarà finanziata da Save Venice, il Comitato statunitense per la salvaguardia di Venezia (https://savevenice.org/). />La straordinarietà della scoperta sta appunto anche nel fatto che il "Corpus Christi" - questo il nome della scultura datata al primo Quattrocento -, "parlava". La sua caratteristica sorprendente sta nella presenza di una lingua scolpita e dotata di un meccanismo interno che la rendeva, all'occasione, semovente. In questo modo, quando il Cristo in croce veniva portato in processione in mezzo ai fedeli, azionando il meccanismo, sembrava ad essi visivamente che stesse parlando, raccogliendo così suppliche e invocazioni. Al di là del meccanismo, si tratta comunque di una scultura di estrema raffinatezza, realizzata da uno scultore anonimo, nella quale l'anatomia del Cristo risulta perfettamente modellata. Il restauro permetterà di chiarire molti dubbi sulla sua attribuzione.

La Chiesa di San Francesco della Vigna a Castello, iniziata nel 1534 da Francesco Sansovino, è una delle più belle chiese rinascimentali di Venezia, completata vent'anni più tardi, mentre alla fine del decennio successivo fu realizzata anche  la grandiosa facciata, affidata a Andrea Palladio. Contiene al suo interno opere straordinarie come la "Vergine e Bambino in trono" di Antonio Negroponte, un autentico capolavoro - l'unica opera conosciuta di questo artista - come lo è la "Vergine col Punto, Santi e Donatore" di Giovanni Bellini. Fino alla metà del '300, Chiesa e Convento erano dedicati a San Marco; poi assunsero il titolo di San Francesco. Risale a quest'epoca l'originaria chiesa gotica, demolita nella prima metà del Cinquecento per fare posto all'attuale. Al primitivo piccolo convento, un semplice chiostro accanto alla chiesa, si unì poi il grandioso convento quattrocentesco formato da tre grandi chiostri; uno maggiore con archi e colonne tutt'intorno, di cui un lato dava sulla laguna; e due minori dalla parte della Chiesa. Durante il periodo Napoleonico fu trasformato in una caserma e solo nel 1836 i frati vi furono riammessi. Qui è rimasto attraverso i secoli il "Corpus Cristi" ora in restauro, al quale si prevede di dare una collocazione più degna e visibile dopo l'intervento all'interno della Chiesa. 






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