1 1 1 1 Orologio del XIV secolo restaurato a San Geremia Meccanismo tra i più antichi del mondo, dimenticato per oltre un secolo, adesso è tornato a funzionare. Un’opera d’arte che fino all’Ottocento scandiva le ore.

È un meccanismo unico al mondo, che risale alla metà del Trecento. Adesso, dopo un secolo di oblìo, ha ripreso a funzionare grazie a un accurato e difficile restauro. È l’antichissimo orologio «a battaglio» della chiesa di San Geremia a Cannaregio. Esemplare all’epoca modernissimo. Senza quadrante orario né lancette - saranno aggiunte mezzo secolo più tardi - é riportato in molti documenti di età medievale.

Il prezioso orologio della torre di San Geremia è stato riportato in vita dalla ditta Comin-Campane e dal lavoro di un esperto veneziano di storia dell’orologeria, Francesco Zane, che si è avvalso della consulenza di Paolo Forlati, veronese, grandissimo conoscitore degli orologi antichi di tutto il mondo. Adesso l’orologio a battaglio è esposto all’ingresso, lato sinistro, della chiesa. E ha ritrovato dopo un oltre un secolo la “sua” campana con cui era collegato, rimossa dal campanile perchè crepata. La campana è adesso collocata all’entrata della chiesa, lato destro.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato i restauratori, il parroco di San Geremia don Renzo Scarpa, lo sponsor Paolo Puntar e una delegazione dell’Aia (associazione italiana arbitri) che ha contribuito alle spese. Un orologio di cui nel XIV secolo non vi erano molti esemplari. «Uno», scrive nella sua relazione storica l’esperto Forlati, «quello di San Alipio a San Marco, un altro, successivo, a Padova, di Novello Dondi e Giovanni delle Caldiere che lo copiano dai modelli clodiensi».

Un orologio dalla caratteristica struttura a gabbia con colonne «angol tangenziali» e «appoggi a zampa di cane», come si legge nella relazione di Forlati. Adesso il meccanismo dell’orologio di San Geremia torna a vivere. «Un manufatto antichissimo», ha spiegato Zane nella sua relazione, «dimenticato per quasi un secolo, adesso restaurato ha ripreso a funzionare. Si tratta di uno dei più antichi orologi meccanici da torre a livello mondiale. La sua peculiarità sta nell’aver mantenuto integre alcune parti originali che lo fanno risalire al XIV secolo».

Una tradizione antica, quella degli orologiai veneziani. Che avevano molto da fare nei secoli scorsi visto anche il gran numero di orologi – nei campanili e per la strada – in funzione. Una tradizione che Francesco Zane cerca di tenere viva. Avendo concluso l’importante restauro del meccanismo di San Geremia. Tra i più antichi del mondo ancora oggi funzionanti.
«L'orologio", spiega Zane, "riveste senz'altro una notevole importanza per la storia dell'orologeria, ma si deve apprezzare maggiormente il suo significato nel contesto della formazione dell'antica contrada di San Geremia».

Nel volumentto si può leggere che l'Orologio fu il regolatore di una miriade di attività che videro un forte sviluppo all'inizio del '300 e che portarono quel terreno paludoso tra due ramificazioni del fiume che scendeva da Mestre - il Canal Grande e il Canal di Cannaregio - a diventare significativo per l'intera Venezia antica, anzi addirittura interessante in un'ottica di speculazione edilizia. L'Orologio non regolava solo le funzioni religiose della vicina chiesa - la più grande parrocchia di Venezia - ma anche i ritmi della vita civile: l'apertura quotidiana dei pubblici pozzi di acqua potabile (ben quattro in Campo San Geremia), l'inizio, la pausa pranzo e la fine del lavoro degli artigiani, l'apertura e la chiusura dei portorni del vicino Ghetto degli ebrei dopo il 1516.
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