1 1 1 1 Riccardo Guaraldi: Liutaio a Venezia Nato a Venezia e diplomatosi alla Civica Scuola di Liuteria di Milano, Riccardo Guaraldi si perfeziona con grandi maestri quali Carlos Arcieri (New York), Franco Simeoni (Treviso) e Gregg Alf (Michigan) e mantiene contatti con rinomati esperti come Philip J. Kaas ed altri.
Restauratore specializzato in strumenti rari del Settecento italiano, sviluppa in parallelo la propria produzione di strumenti moderni. 
Apprezzata da numerosi artisti, la liuteria Guaraldi è il risultato di una personale elaborazione del lascito dei grandi maestri della tradizione, reinterpretato alla luce delle caratteristiche più peculiari della scuola veneziana. Riccardo Guaraldi usa l'abete rosso italiano della Val Canal, della val di Fiemme e l'acero delle montagne del Montenegro; due tipologie di legno particolarmente note per le loro qualità acustiche. 
La lavorazione è fatta interamente a mano, secondo le tecniche della liuteria italiana classica arricchite da tecnologia e ricerche attuali.
Come tradizione vuole, Riccardo Guaraldi tiene segrete due ricette che ha perfezionato; quella della preparazione che applica sul legno (base proteica, calce...), e della vernice data in cinque strati a ricoprire lo strumento finito (a base di resina di conifera e olio di lino). Per la sua etichetta, realizzata manualmente ad olio nel suo laboratorio e apposta all'interno degli strumenti, Riccardo Guaraldi ha scelto la carta artigianale francese del Moulin Richard de Bas.

Nella privata e venezianissima Corte Botera, una corte sconta di prattiana memoria incastonata nel sestriere di Castello, si trova da alcuni anni il laboratorio di liuteria di Riccardo Guaraldi, un luogo autentico e nascosto da cui escono strumenti ad arco suonati nei più importanti teatri italiani ed europei. Violini come quello recentemente acquisito dal Quartetto Bernini, o come quello esposto alla Rassegna nazionale di Cremona nel 2014, ma anche la rara viola del 1661 del maestro Antonio Casini di Modena, restaurata con un lavoro filologico e di ricerca. Prima di arrivare al laboratorio di Corte Botera per Guaraldi c'è stata, certo, tanta musica ascoltata in famiglia e la passione da sempre coltivata per i lavori manuali sino al folgorante incontro negli anni novanta con un liutaio autodidatta che lo ha condotto a scegliere la scuola di liuteria di Milano. Da qui anni di lavoro e studio al fianco di esperti artigiani nell'entroterra veneto, un laboratorio in proprio sulle colline trevigiane per poi tornare in Laguna con una rete instaurata di rapporti e collaborazioni nazionali e soprattutto internazionali. Perchè essere un "liutaio in Venezia", per Guaraldi, veneziano di nascita, non è privo di significato. La città è stata patria, effettiva o d'elezione, di alcuni tra i più importanti maestri di sempre; Martin Kaiser, Matteo Goffriller, Domenico Montagnana hanno vissuto e lavorato qui nell'epoca d'oro del Settecento, quando in laguna opera anche Pietro Guarnieri, probabilmente fratello di quel Giuseppe Guarnieri detto del Gesù i cui violini oggi sono battuti alle aste internazionali per milioni di euro. Dal Cinquecento sino al Settecento le botteghe dei liutai a Venezia davano lavoro ad almeno cento persone tra maestri, artigiani e garzoni di bottega. Organizzati all'interno della corporazione dei marzeri, i liutai veneziani inventori del protoviolino, creavano strumenti richiesti ed esportati in tutta Europa. Oggi, certo, il lavoro del liutaio ha subito delle modifiche - basti pensare che la progettazione di un violino utilizza anche software grafici - ma nello studio di Guaraldi si sente ancora un po' di quell'atmosfera che doveva essere nelle botteghe della Venezia di un tempo, forse anche per il profumo dei preziosi legni stagionati di acero e abete, legni inseguiti e selezionati all'insegna dell'equilibrio tra elasticità, peso e modi di vibrazione. 

"La magia è quella del musicista che suona, nel lavoro del liutatio c'è molta filosofia ma ci deve essere anche la concretezza data da una struttura meccanica perfetta", precisa Guaraldi. E così, oltre alla ricerca del legno giusto, ci sono i calcoli matematici, le proporzioni tra nodi e antinodi, le bombature esterne, la scelta della minuteria e un'infinità di variabili che il liutaio accorda e aggiusta da quando inizia a lavorare il legno sino a che lo strumento è pronto per il suo destino. Uno strumento ad arco che reca la firma di Guaraldi non tanto o non solo nel cartiglio interno, ma soprattutto nel suo insieme: la silhouette a goccia delle teste scolpite in maniera definita, la filettatura e le punte, la sguscia nel bordo e le effe un po' nello stile di Eugenio Degani, grande liutaio di fine Ottocento. Una forma che è sempre in evoluzione. Il liutaio veneziano segue la vita delle sue creazioni anche una volta uscite dalle botteghe. Talvolta è il violino o la viola a tornare in laboratorio per una visita o un controllo, ma molte altre volte accade che sia Guaraldi a ritrovare, in qualche teatro d'Italia o d'Europa, uno di quei suoi violini nati dai legni d'acero e abete nel piccolo laboratorio di Corte Botera.


Il restauro 

L'esperienza acquisita in questi anni nel campo del recupero meccanico e acustico degli strumenti ad arco completa una serie di punti fondamentali quali l'uso dei materiali antichi per l'inserimento di parti mancanti nello strumento, conoscenza della chimica delle vernici, tecniche di ritocco di elevata professionalità e metodi studiati con grandi restauratori per il recupero delle modificazioni e depressioni strutturali. Violini, viole, violoncelli e contrabbassi sono stati il campo di battaglia su cui la mia esperienza si è sviluppata durante gli anni di studio alla scuola di Liuteria di Milano. Nulla è lasciato al caso e niente è sottovalutato, infatti anche l'umile strumento di produzione seriale estero o nazionale, mostra caratteristiche e finalità comuni nel nostro mondo. I materiali utilizzati per la messa a punto degli strumenti ospitati nel mio laboratorio sono di estrema qualità e frutto di ricerche continue, confronti tra liutai e pratica quotidiana.

La costruzione del nuovo

La tecnica costruttiva che adotto è quella classica cremonese con forma interna e gli sviluppi tecnichi e stilistichi si sono modificati grazie all'influenza dei grandi strumenti che ho restaurato con il tentativo di imitare ciò che sono le sonorità antiche. E' stato difficile purtroppo avere coerenti punti di riferimento per modulare una reale idea acustica dall'antico per via degli interventi precedenti,  ma le ipotesi hanno portato a concreti risultati che  svelano novità ogni giorno.
Si parte dal materiale utilizzato che contempla l'ormai famoso abete rosso. Infatti oltre a possedere una ricca quantità di tavole con una stagionatura di quasi quarant'anni, con i sistemi di trattamento non invasivo del prodotto, le caratteristiche acustico-fisiche necessarie, le ottengo anche con una tavola di poco più di quattro anni.
Si prosegue con l'acero. Il materiale recuperato in questi anni rispecchia sia esteticamente che acusticamente, ciò che si utilizzava in passato; nessuna microglaciazione a avvantaggiato il maestro Stradivari e i suoi contemporanei, ma solo una grande conoscenza del legno e ovviamente continui esperimenti. Leggerezza e rigidità della struttura sono le caratteristiche principe della ricerca di un pezzo di legno a livello empirico ma tutto ciò deve essere messo in relazione alla velocità del suono sia in senso lomgitudinale alle fibre che trasversale. Il coefficente di risonanza deve essere il risultato di semplici rapporti tra peso, densità e velocità del suono.
Sulla superfice dello strumento è necessaria una sostanza non oleosa ma che mantenga le caratteristiche acustiche del pezzo sviluppando poi le stesse col tempo. La preparazione, che applico sullo strumento non a nulla a che fare con i prodotti in  commercio che, anche se di ottima qualità, riservano sorprese continue e incognite su gli ingredienti contenuti.  La vernice è fatta con resina di conifera e altri ingredienti, ma la parte più interessante è la ricerca del pigmento adatto che non sia eccessivamente sensibile alla luce e dunque che non viri col passare degli anni.

Il laboratorio Guaraldi si occupa di restauro e ripristino acustico di strumenti ad arco  della famiglia del violino;
della montatura e messa a punto degli strumenti con utilizzo di materiali di estrema qualità e delle migliori ditte del mondo; delle incrinature di archi e piccoli interventi di recupero degli stessi; della valutazione e quantificazione danni preesistenti e subiti da uno strumento; delle Costruzione di Strumenti ad arco della famiglia del violino.

Testi tratti da The Marco Polo Airport Magazine 1/4 - 2015 November-December e adattati dal sito di Riccardo Guaraldi

Riccardo Guaradli Liutaio (website)
Torna all'archivio
2 2 2 2 3 3 3 3 4 4 4 4 5 5 5 5
10 10 10 10
Scopri cosa fare a Venezia
 
Clicca sulla data che ti interessa per vedere gli eventi di ArteMusicaVenezia