1 1 1 1 Pietà Serenissima - A Palazzo Contarini del Bovolo l'esposizione dedicata al welfare tra il XVI e il XVIII secolo Nel 1580 Veronica Franco scrive una supplica al governo della Serenissima perché realizzi una casa per l'accoglienza delle prostitute povere e con figli destinati altrimenti a una vita di stenti. Un secolo e mezzo più tardi il Patriarca di Venezia Giovanni Badoer fa realizzare il "pio loco" delle Penitenti, a Cannaregio, dove trovano accoglienza le prostitute che hanno intrapreso un percorso di redenzione. Il ritratto del cardinale, eseguito da Giovanni Antonio Pellegrini (1706) e la lettera della più famosa delle cortigiane di Venezia si trovano esposti in questi giorni nella stessa sala di Palazzo Contarini del Bovolo, nell'ambito della mostra allestita dall'IRE "I volti della pietas veneziana" (a cura di Laura De Rossi e Larura Marcomin). Una mostra dedicata a quei benefattori che tra il XVI e il XVIII secolo scrissero la storia del welfare a Venezia e che sarà visitabile fino al 31 dicembre. In esposizione 12 ritratti realizzati per lo più da artisti di fama, corredati da fonti documentarie, che fanno parte delle collezioni storico-artistiche che l'IRE intende valorizzare, raccontando al tempo stesso la storia di una delle istituzioni assistenziali più antiche d'Italia. "I volti della pietas veneziana" dà al visitatore l'occasione per un interessante approfondimento sui tre celebri "pii luoghi" della città: l'Ospedaletto dei Derelitti ai SS. Giovanni e Paolo, le Penitenti a San Giobbe e le Zitelle alla Giudecca. Luoghi che dettero rifugio e soccorso a quelle categorie di persone in difficoltà - bambini, donne e uomini - che altrimenti, senza l'intervento della Serenissima avrebbero condotto una vita da emarginati. Ecco quindi i ritratti di fondatori, governatori, presidenti e benefattori delle tre antiche istituzioni veneziane rappresentati come si confaceva al rango e al ruolo, rappresentati da un sistema di welfare all'avanguardia che la Repubbica seppe impostare e che l'IRE ha assunto in eredità. L'allestimento de "I volti della pietas veneziana" è stato realizzato dalla DFORM di Michele Filippi, che è anche lo sponsor di questa prima mostra del nuovo corso di valorizzazione del patrimonio dell'IRE, che nel 2016 ha già riaperto al pubblico la Scala del Bovolo.

articolo di Silva Menetto "la Nuova di Venezia e Mestre", 4/7/2018

Scala Contarini del Bovolo
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