1 1 1 1 Specchi e riflessioni. Pep Marchegiani a Venezia_fino al 20 novembre Bugno Art Gallery, Venezia ‒ fino al 20 novembre 2018.

Politicamente scorretta. Moderna e destabilizzante. Crudele. La parte scomoda del mondo attuale. Ironica e disarmante. Stupenda e scandalosa. Ingannevole. È questo il terreno da cui prende le mosse l’indagine di Pep Marchegiani.
Nelle opere di Pep Marchegiani (Atri, 1971) la riflessione dello spettatore nell’opera induce a ragionare. Nonostante la poca formalità e la mancanza di etichetta ogni singolo elemento punta sempre alla sostanza. I suoi messaggi sono attuali e diretti e l’indignazione suscitata è davvero potentissima. Le numerose provocazioni visive restituiscono una visione del mondo assai crudele; seppure intrise di una vivace ironia che non riesce ugualmente a rispettare la sensibilità, ferendola. Poco importa se facciano riflettere perché il tentativo di denuncia è più forte di qualsiasi altra considerazione. Pep Marchegiani ci corteggia con una danza “infantile” che alla fine ci inganna. Nella semplicità dei soggetti nasconde il dramma, turbandoci. Le grandi lastre di acciaio super mirror replicano l’immensità del suo mare interiore, non solo dell’Adriatico dove è cresciuto. Il riflesso per lui non è soltanto la risposta a uno stimolo, ma il più delle volte diventa una lunga considerazione che termina sempre con una risposta.
LONTANO DALLO SPECCHIO
Specchiandosi nell’opera l’uomo riconosce le sue debolezze. In Toys questo discorso avanza tragicamente verso una considerazione sventurata: aver privato i nostri figli della libertà, della spensieratezza e del diritto al gioco. In un percorso parallelamente inverso a quello di Michelangelo Pistoletto, Pep Marchegiani denuncia ciò che Pistoletto chiama, nella Poetica dura del 1985, “lo squallore delle cose senz’arte… che rende duro l’occhio e il pensiero… che va nel giallume… di idee tritate… di significati maciullati… di figure bagnate dalla luce… piombate in un pianeta troppo colorato, dalla natura troppo ricca, troppo creativa. Madre dello spreco… che troviamo allontanandoci dallo specchio”.
Solamente allontanandoci dallo specchio riusciamo a mentire, abbandonandoci a quella forma di libertà che induce le persone a riconoscersi da sé, nella propria solitudine. Nella sfera pubblica siamo costretti a identificarci nelle istituzioni, che si impongono con il peso della loro evidenza. Ci illudiamo, nella realtà, che l’esperienza dello specchio dia sicurezza, osservando il cambiamento rapido e la mutazione degli stili. Tutto quello che viaggia alla velocità della percezione. Attraverso l’arte di Pep Marchegiani la persona torna sullo specchio e, seppure con piccolissimi cambiamenti, riesce a notare che fra l’uno e il quadro è mutata la differenza di un gesto.

Articolo di Michele Luca Nero, Artribune 6 Novembre 2018
https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2018/11/mostra-pep-marchegiani-galleria-bugno-venezia/

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