1 1 1 1 The Explorers, Part One_Fondazione V-A-C Zattere fino al 27 ottobre 2018 La Fondazione V-A-C presenta The Explorers, Part One presso la sua sede di Venezia, a Palazzo delle Zattere. Organizzata in collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra, e curata dalla sua direttrice Iwona Blazwick, la mostra è la prima delle due parti di un progetto che rivisita e amplia quattro esposizioni della collezione V-A-C, proposte in anteprima presso la Whitechapel Gallery di Londra nel 2014/15. The Explorers, Part One è frutto di un viaggio nella collezione V-A-C compiuto da due artisti e una curatrice, che riportano a Venezia ciò che vi hanno scoperto. La nota pittrice Lynette Yiadom-Boakye, a cui è stata di recente tributata una mostra personale presso il New Museum e l’artista candidato al Turner Prize e vincitore del Jarman Award, James Richards, sono stati invitati a esplorare l’intera collezione V-A-C, e si sono scoperti attratti da opere sulla natura, dalla rappresentazione di flora e fauna all’espressione della natura umana. I ritmi martellanti del rivoluzionario balletto e brano orchestrale che Stravinsky creò nel 1913, La Sagra della Primavera, introducono i visitatori in un’esposizione di dipinti, stampe e fotografie che segnano le tappe di un viaggio bucolico nella natura, intesa come natura morta, terra incontaminata o arcadia sensoriale. Lynette Yiadom-Boakye percorre un intero secolo, riunendo dipinti di artisti quali Aristarkh Lentulov (Bagnanti, 1910), Enrico David (Rite of Spring, 2012) e Gary Hume (Garden Painting, #2, 1996), per mostrare la figura umana come parte dell’ambiente naturale, e come metafora dell’energia primaria e del desiderio sessuale. Mentre la carta da parati con le mucche di Andy Warhol (1966) esemplifica il processo di industrializzazione della natura, la sequenza di bagnanti fotografati da Nikolaj Bacharev sulle spiagge russe (Novokuzneck, varie dalla serie Relationship, 1980-1995) ci mostra la natura come paradiso dei lavoratori. La natura umana è il tema dell’ambiente acustico immersivo di James Richards (To Replace a Minute’s Silence with a Minute’s Applause, 2015) che emana da un’unica tela – lo Studio per un Ritratto che Francis Bacon realizzò nel 1953. Un uomo di mezza età siede in quello che potrebbe essere un trono oppure una sedia per la pena capitale. L’opera sinfonica di Richards traduce la pittura in suono, evocando il suo materiale in una poesia filosofica. Ad assistere troviamo un coro di figure singole: dal sensuale nudo disteso di Pierre-Auguste Renoir (Femme nue couchée, Gabrielle, 1903) alla figura maschile di Alberto Giacometti che incombe da un vuoto grigio (Figure grise [Téte en gris], 1957); o l’elegante donna in esilio parigino di Chaim Soutine (Le femme au grand chapeau, 1919), fino alla ragazza moderna in giro per Manhattan di Cindy Sherman (Untitled (#58), 1980). La mostra è allestita su tre piani del Palazzo delle Zattere.

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